Sistemi monopezzo: quando il presidio diventa parte della persona
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A cura di Alice Stefoni, infermiera dell’Ospedale di Macerata
Vivere con una stomia può rappresentare una grande sfida e sono davvero molte le persone che si trovano ad affrontarla: in Europa sono circa 700 000 persone1, in Italia oltre le 70 000, rappresentando lo 0,13% della popolazione2.
Le reazioni che si possono osservare di fronte al confezionamento di una stomia possono essere molto diverse da persona a persona, alcuni lo percepiscono come trattamento salva-vita, mentre per altri risulta essere un’esperienza devastante.
Per questo motivo è davvero importante che tutti i pazienti stomizzati vengano supportati da personale esperto in materia, per adattarsi serenamente a questa nuova vita e per far fronte al meglio a questo cambiamento che coinvolge molti aspetti della persona, da quello clinico-assistenziale e fisico a quello sociale, emotivo e psicologico.
In questo percorso, un ruolo cruciale è rappresentato dalla scelta del presidio più adeguato, poiché essa contribuisce alla prevenzione delle complicanze, all’ottimizzazione del comfort e al recupero di autonomia e sicurezza, con un impatto diretto sulla qualità di vita. Tale scelta richiede una valutazione specialistica: non a caso le linee guida della WOCN Society raccomandano di indirizzare il paziente a un infermiere stomaterapista o esperto in stomaterapia, affinché possa essere adeguatamente supportato nella selezione di un sistema di raccolta efficace3.
Mai come oggi tale processo risulta determinante, poiché l’offerta di presidi per stomia è estremamente ampia e diversificata, rendendo necessaria una conoscenza aggiornata sulle varie tipologie disponibili. Esistono infatti diversi tipi di sistema di raccolta, che si differenziano per vari aspetti, come: il tipo di sacca, che può essere chiusa, aperta o con rubinetto di scarico; la barriera cutanea, che può essere piana o convessa e ritagliabile, modellabile o pretagliata; inoltre, queste parti, sacca e placca, possono essere tra di loro divise, nel sistema a due pezzi o integrate, nel sistema monopezzo.
Indipendentemente dalla tipologia scelta, un sistema di raccolta per stomia dovrebbe garantire una tenuta prevedibile e affidabile, comfort, discrezione, assenza di odori e una protezione efficace della cute peristomale4.
È proprio all’interno di questo insieme di requisiti che il sistema monopezzo rappresenta un'opzione di particolare interesse, in quanto l'integrazione di placca e sacca conferisce al presidio una serie di caratteristiche che possono risultare molto vantaggiose per il paziente.
I sistemi monopezzo, infatti, sono generalmente più veloci da applicare, più flessibili, più sottili e quindi più discreti; per coglierne appieno le potenzialità è opportuno approfondirne le caratteristiche.
Tempi di applicazione
Avere un sistema di raccolta in cui la placca e la sacca sono integrate in un unico dispositivo, consente un’applicazione più rapida, in quanto viene meno il passaggio di connessione tra le due componenti. Inoltre, in molti sistemi monopezzo, l’adesivo è formulato per essere più delicato nella rimozione frequente, rendendo anche questo passaggio più semplice e veloce.
Sicurezza
Uno studio del 2015 evidenzia che circa la metà dei pazienti che utilizza un sistema a due pezzi (indipendentemente dal tipo di flangia o dal tipo di aggancio utilizzato) ha sperimentato almeno un episodio di distacco della sacca nei 6 mesi precedenti; di questi, la maggioranza (81%) teme che la sacca non sia fissata in modo sicuro alla placca. Il distacco si è verificato principalmente durante il sonno (30%), in posizione flessa o durante un movimento di piegamento (24%), durante l'attività fisica (20%). Inoltre, il 50% dei soggetti riferisce di avere la necessità costante di controllare la tenuta tra sacca e placca.
Le conseguenze di eventi come questi e le preoccupazioni ad essi connesse hanno un grande impatto sulla vita quotidiana degli stomizzati: il 42% si sveglia durante la notte, mentre il 24% e il 34% si limitano rispettivamente nelle attività sociali e fisiche5. Quello presentato non è solo un problema tecnico, infatti risulta avere un forte riflesso sulla qualità della vita e sulla salute psicologica del paziente, ponendolo spesso in uno stato di ipervigilanza.
In questo contesto, l’utilizzo di un sistema monopezzo, grazie all’integrazione tra placca e sacca elimina il rischio di distacco accidentale della sacca, garantendo una maggiore sensazione di sicurezza nella vita di tutti i giorni.
Discrezione
Nell’ambito dello stesso studio, i risultati dell’indagine hanno rivelato che la maggioranza (74%) degli stomizzati si preoccupa, in misura variabile da un grado molto alto a uno basso, dell'aspetto estetico del proprio sistema di raccolta. Tra questi intervistati, uno su tre ha dichiarato che le proprie preoccupazioni sono legate alla visibilità del prodotto attraverso i vestiti; di conseguenza: il 57% ha limitato la propria scelta nell'abbigliamento e il 68% si è detto preoccupato principalmente dell'aspetto del sistema di raccolta nelle situazioni sociali6.
Anche in questo caso, l’integrazione di placca e sacca nel sistema monopezzo, rappresenta un vantaggio: l’assenza di un meccanismo di aggancio permette, infatti, al presidio, di avere un profilo più sottile, riducendone sensibilmente la visibilità sotto gli indumenti. Questo offre al paziente stomizzato una maggiore discrezione estetica, rispondendo direttamente alle sue preoccupazioni riguardo all’immagine corporea.
Adattabilità e comfort
Il presidio monopezzo si caratterizza per una maggiore morbidezza e flessibilità, questo fa sì che risulti leggero addosso al paziente e assecondi al meglio i suoi movimenti. Come abbiamo già sottolineato, la sua struttura integrata non necessita di sistemi di aggancio tra placca e sacca e, di conseguenza, non dispone di parti rigide. Questo consente a chi lo indossa di non avere limiti di mobilità e di avere una piena sensazione di libertà e comfort. Queste caratteristiche rendono questo presidio la scelta ideale per chi desidera mantenere uno stile di vita attivo e non essere limitato nella propria dinamicità quotidiana.
Intervallo di sostituzione
Il sistema monopezzo andrebbe sostituito 2 volte al giorno. Questo potrebbe rappresentare un punto a sfavore, in quanto molte persone non amano avere a che fare con il proprio stoma, soprattutto quando faticano ad accettarlo come nuova parte di sé. Tuttavia, nella mia esperienza, ciò che per alcuni costituisce uno svantaggio, per altri rappresenta un importante punto di forza. Infatti, chi sceglie di utilizzare un presidio monopezzo spesso lo fa per il desiderio di detergere accuratamente la cute peristomale a ogni cambio del dispositivo; una pratica che risulta ovviamente impossibile con il sistema a due pezzi, dove la placca rimane applicata per più giorni6. In questo modo, la gestione quotidiana da obbligo diventa opportunità: la cura dello stoma si integra naturalmente nella routine quotidiana.
Questo passaggio fa sì che lo stoma-care perda la sua connotazione clinica, diventando un normale momento di igiene personale; è così che il paziente può tornare a sentirsi, prima di tutto, una persona.
Alla luce di quanto esposto, il concetto chiave da sottolineare è che la scelta di un presidio non riguarda solo la gestione tecnica e clinica dello stoma, ma anche la sfera emotiva e psicologica del paziente.
Il sistema monopezzo, con le sue caratteristiche, mira a soddisfare tutte queste esigenze, conformandosi al meglio alle strutture corporee e adattandosi il più possibile alla vita quotidiana della persona. In questo modo, il presidio, da espressione di malattia diventerà alleato nella cura di essa e ciò porterà gradualmente il paziente a viverlo non più come qualcosa di esterno, bensì come una nuova e importante parte di sé.
AP-80140-ITA-ITA-v1
Bibliografia
1 Eucomed Medical Technology, 2012; United Ostomy Associations of America
2 7° Report FAIS Onlus, 2022
3 Wound, Ostomy and Continence Nurses Society. WOCN Society Clinical Guideline. Journal of Wound, Ostomy and Continence Nursing. 2018
4 Journal Wound Ostomy Continence Nursing.Management of the Patient with a Fecal Ostomy Best Practice Guideline for Clinicians - Published by Lippincott Williams & Wilkins. 2010;37(6):596-598.
5 Claessens I., Probert R., Tielemans C., Steen A., Nilsson C., Dissing Andersen B., Størling Z.M., The Ostomy Life Study: the everyday challenges faced by people living with a stoma in a snapshot Gastrointestinal Nursing. 2015 -13 no 5 June
6 Jennie Burch, Jo Sica. One- and two-piece colostomy appliances: merits and indications. British Journal of Nursing. 2007, Vol 16, No 17
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